(IN) Netweek

MILANO

È un calcio che unisce e fa sognare: forza azzurre!

Share

Facciamo chiarezza prima di partire con questo articolo: il calcio femminile è calcio e allo stesso tempo è un altro sport per molti lettori. Cosa significa? Significa che purtroppo tendiamo sempre a voler diversificare le cose, omologare quello che ci va bene e allontanare quello che non è “normale”, meno standard, meno vicino a quello che noi ci sentiamo di essere.

Ecco, il calcio femminile sta attraversando questa seconda fase. La prima è stata guadagnarsi la possibilità di giocare, di divertirsi, di sognare rincorrendo un pallone, proprio come gli uomini. Adesso, invece, la sfida è convincere tutti che il calcio femminile sia calcio, punto. In campo si va in 22, con il corpo arbitrale, con due porte e un’unica sfera simpatica che rimbalza come e quando vuole e che deve gonfiare la rete.

I Mondiali di calcio femminile sono appena cominciati e le azzurre hanno vinto la prima partita del girone contro una delle pretendenti al titolo più ambito: l’Australia. L’Italia non partecipava a un mondiale di calcio da vent’anni, la Serie A femminile ha iniziato a divertire ed è stata trasmessa su Sky, la Juventus ha vinto e ha messo a disposizione il suo stadio gratuitamente per quasi 40mila persone che si sono godute la vittoria scudetto contro la Fiorentina. Pazzesco. In un’epoca in cui è difficile portare allo stadio grandi e piccini le donne portano allo stadio una città intera e adesso, oggi, ci portano un Mondiale ad un anno di distanza dal fallimento della nazionale maschile (che per la verità adesso vola con Mancini).

L’esordio delle azzurre è stato un esempio di disciplina, di fame, di voglia di entusiasmare e di sognare. Sotto di un gol su calcio di rigore e con una prestazione molto discutibile nel primo tempo, le azzurre del Commissario Tecnico Bertolini hanno cambiato tutto nella ripresa. Lasciamo perdere per un momento la tattica, le posizioni in campo, le scelte di gioco, le strategie per arrivare a fare gol: le italiane ci hanno emozionato. La Bonansea, forse una delle giocatrici più rappresentative di questa Nazionale insieme a Gama, Girelli e Giacinti (capitano e difensore centrale, centrocampista fantasista e bomber della Serie A in forza al Milan), ha deciso l’incontro prima pareggiando il risultato con un gol magico e poi facendo esplodere lo stadio Stade du Hainaut. Una botta di gioia ha dipinto gli occhi delle ragazze che quasi incredule hanno vinto una partita incredibile. È questo che conta alla fine, no? L’emozione, i sentimenti, le storie.

Per un attimo non pensate alle differenze, pensate ai punti in comune. Per un istante non concentratevi su una diagonale, su un pallone filtrante o sul modulo scelto dall’allenatrice; pensate alla fatica, al sudore, ai sacrifici che quelle ragazze hanno fatto per essere lì. Siate complici non avversari, siate orgogliosi e non incerti, siate partecipi e non menefreghisti. Queste ragazze stanno facendo la storia, comunque andrà a finire, perché queste ragazze rappresentano quello che è anche tuo, l’Italia.

Leggi tutte le notizie su "Milano Politica"
Edizione digitale

Autore:fag

Pubblicato il: 14 Giugno 2019

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.