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MILANO

Sant’Ambrogio riapre alla visite dei familiari nel modo più bello: Franco e Annamaria festeggiano i 65 anni di matrimonio

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“Come ti amavo allora ti amo adesso e ti amerò per sempre”.

La dichiarazione è di quelle che non possono lasciare indifferenti.

Non fosse altro per il fatto che, a scrivere queste poche ma intense parole, è stato di suo pugno Franco, 89 anni, che ha voluto suggellare con un biglietto e un mazzo di rose rosse i 65 anni di matrimonio con Annamaria, 85 anni.

Il tutto sotto gli sguardi emozionati di medici e operatori della RSA Anni Azzurri Sant’Ambrogio, dove vive la signora Annamaria, e nel corso di un incontro tra i due festeggiati nel più rigoroso rispetto delle procedura di sicurezza per il contrasto e la prevenzione del Covid19.

E dunque Franco, con mascherina e dall’altro lato del plexiglas, e Annamaria hanno rinnovato quella promessa di amore che si erano fatti nel lontano 13 giugno del 1955, dopo 6 anni di fidanzamento che ha portato la coppia milanese “doc”, lui ha fatto il tipografo del Corriere della Sera e lei in segreteria in Mondadori, a trascorrere la bellezza di 71 anni insieme.

Una mattinata decisamente originale per la RSA milanese, a due passi da viale Famagosta, che è stata finora risparmiata dal virus e che, anche dall’ultimo giro di tamponi a tappeto sia ai 133 ospiti che ai 100 del personale, è risultata “pulita” e Covid free.

Dati accolti dalla Direttrice Paola Gallo ovviamente con soddisfazione ma al contempo con grande attenzione e rispetto, con la consapevolezza che non è certo il momento di abbassare la guardia ma di continuare ad essere rigorosi. In modo particolare in questa “fase tre” che vede l’RSA milanese riaprire alle visite dei parenti degli ospiti ricoverati. “Uno splendido momento, tanto atteso da figli, nipoti, congiunti”, dice la Gallo. “Abbiamo recepito prontamente le indicazioni ministeriali e le recenti direttive regionali e siamo pronti per avviare un percorso di apertura, che dovrà essere comunque necessariamente progressiva e molto ponderata per continuare a garantire sicurezza e controllo in questa delicata fase del contrasto e contenimento del Covid19”.

“La chiusura nei primi giorni di marzo della nostra Rsa è stata una decisione dolorosa – continua la Gallo - ma necessaria per limitare i contagi”.

“Adesso – conclude – è invece ora di tornare a fare quello che sappiamo fare: “Accogliere”. Tutte le nostre strutture sono pronte ad accogliere di nuovo pazienti e parenti, in condizioni di massima sicurezza, nella più rigorosa ottemperanza di tutte le procedure e le indicazioni ministeriali e regionali con percorsi protetti e condivisi con i Distretti Sanitari e i Dipartimenti di Prevenzione con cui si opera in stretto raccordo”.

Modalità di accesso

dei familiari

Porta finestra “aperta” che si affaccia all’ingresso della struttura; incontri a distanza di sicurezza, tra il familiare, che resta all’esterno della struttura, e il paziente che si trova all’ interno. Con il plexiglass come ulteriore protezione. I DPI, qualora il parente ne fosse sprovvisto, verranno forniti dalla struttura, gli incontri si terranno su appuntamenti, contingentati nel tempo e nello spazio e sotto la sorveglianza e il supporto di una Educatrice/Operatore. Per situazioni particolari, videochiamate già attive e percorsi personalizzati, per situazioni straordinarie, di massima sicurezza.

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Autore:ces

Pubblicato il: 26 Giugno 2020

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