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MILANO

Navigli, Rilanciata la candidatura come patrimonio dell'umanità

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Rilanciare la candidatura della civiltà delle acque lombarde e milanesi, con il sistema dei Navigli e delle rogge e le infrastrutture irrigue e idroelettriche come patrimonio dell’Unesco. Questo uno dei temi discussi nell’incontro tenutosi venerdì 16 novembre 2018 a Palazzo Marino tra Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data, e Ray Bondin, ambasciatore Unesco Delegato Permanente di Malta con i rappresentanti dei consorzi di bonifica che gestiscono le acque lombarde.

All’incontro hanno preso parte anche Marco Prusicki, componente del comitato scientifico sulla riapertura dei Navigli Milanesi, Simone Lunghi, istruttore della Canottieri San Cristoforo (nonché autore della prima circumnavigazione di Milano sui Navigli: la scorsa estate è diventato il primo atleta ad aver navigato tutti i canali del sistema dei Navigli: Naviglio Grande, Naviglio di Bereguardo, Canale Villoresi, Naviglio di Paderno, Naviglio della Martesana e Naviglio Pavese) e i rappresentanti dell’associazione Riaprire i Navigli, di Consorzio Villoresi e dell’Associazione regionale dei consorzi di gestione delle acque.

Nel corso dell’incontro l’assessore Lorenzo Lipparini ha illustrato all’ambasciatore Bondin il Progetto Navigli oggetto del recente dibattito pubblico e ha raccontato come l’acqua sia stato l’elemento della prosperità milanese attraverso i secoli, per il suo contributo all’agricoltura, ai trasporti, all’energia: «ho incontrato una persona molto attenta e disponibile che ha compreso fin da subito l’importanza delle nostre infrastrutture idrauliche e del progetto di riapertura dei Navigli», ha commentato Lipparini: «gli ho spiegato che si tratta di un’opera che guida la nostra visione di sviluppo futuro della città intervenendo sull’intero ecosistema urbano, migliorando la qualità della vita e dell’ambiente e favorendo la riscoperta delle nostre radici culturali. L’ambasciatore ha ascoltato con interesse la storia di Milano città d’acqua dalla grande vocazione agricola meravigliandosi per questo punto di vista così poco conosciuto e valorizzato».

«L’idea di una candidatura della civiltà delle acque lombarde e milanesi a patrimonio dell’umanità Unesco è piaciuta molto all’ambasciatore, che ha fornito utili suggerimenti su come procedere», conclude l'assessore milanese.

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Autore:gra

Pubblicato il: 23 Novembre 2018

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