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MILANO

Museo Italia, il degrado di un patrimonio straordinario

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Nella lista dei siti Unesco dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità, un elenco che conta oltre mille luoghi d’interesse distribuiti in tutti i continenti, l’Italia è il Paese più rappresentato con 53 eccellenze (alle quali vanno aggiunte le 39 che hanno chiesto il riconoscimento senza riuscire, per ora, a ottenerlo). Si stima inoltre che il nostro Paese concentri il 60 per cento circa di tutti i beni artistici esistenti e che ogni anno attiri decine di milioni di turisti grazie alla sua ricchezza enogastronomica. A ciò si aggiungono tra le montagne più alte d’Europa, 7.500 chilometri di coste che da nord a sud offrono paesaggi spettacolari e una varietà di lingue e tradizioni che non ha eguali. Ma in che stato versa questo immenso patrimonio?

Secondo i dati Eurostat, l’Italia è penultima in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (peggio di noi fa solo la Grecia): 1,4 per cento a fronte di una media Ue che è superiore al 2. Se si guarda alla percentuale sul Pil, la spesa italiana per la cultura è invece ferma allo 0,7 per cento (prima della crisi spendevamo lo 0,9) contro l’1 per cento della media europea. Insomma, quella che viene spesso definita la “Penisola dei tesori” investe nella cura e nella salvaguardia di questi tesori molto meno di quanto facciano gli altri. Ma non è tutto. Nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, fondamentali anche per la valorizzazione dei beni artistico-culturali, investiamo appena l’1,2 per cento del Pil, una cifra ben lontana dai livelli dei Paesi avanzati (oltre il 2%), dove la spesa in ricerca scientifica cresce su tutti i fronti.

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“L’Italia – sottolinea Giovanni Panbianco, segretario generale del ministero dei Beni culturali – possiede un patrimonio diffuso, ma di fronte a una ricchezza così consistente non ci possiamo nascondere dietro al tema della fragilità. La sfida costante sta nel trovare il giusto equilibrio tra la salvaguardia e la conservazione da un lato, e approcci dinamici alla valorizzazione dall’altro”. […] dobbiamo pensare come aumentare l’attrattività di questo immenso patrimonio culturale. La ricetta? “Assicurare tutela e gestione efficiente, dotando le strutture di strumenti innovativi e di qualità”, spiega ancora Panbianco. Tenendo sempre a mente che l’Italia è un Paese straordinario e che, grazie ai tesori presenti in ogni luogo, sa riservare scoperte e sorprese imprevedibili.

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Autore:ces

Pubblicato il: 21 Giugno 2019

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