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MILANO

Milan e Inter: tra gioie e delusioni, conferme e addii

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Gli ultimi dieci minuti della stagione dell’Inter e del Milan sono rimasti appesi a quella traversa colpita dall’Empoli a San Siro e ai miracoli del signor Samir Handanovic. A Ferrara i tifosi speravano che a Milano la squadra di Andreazzoli riuscisse a fermare i cugini mentre il Milan aveva ripreso in mano il match grazie al rigore di Kessié, con buona pace per chi pensava che la Spal si sarebbe “scansata”. Alla fine gli errori dell’Empoli e la freddezza di Nainggolan, l’uomo scelto a inizio anno dall’allenatore nerazzurro, regalano la partecipazione alla prossima Champions League alla squadra di Spalletti mentre confinano all’Europa League il Milan di Gattuso che, diciamocelo, più di così era davvero difficile fare, e proprio in queste ore, quando vi scriviamo, ha rilasciato le dimissioni da allenatore del Milan. Le motivazioni? Gazidis, il nuovo amministratore delegato scelto dalla proprietà americana, ha imposto le sue idee in merito al futuro della squadra rossonera che, pare, essere diametralmente opposto a quello espresso da Leonardo e da Gattuso. In sostanza, l’ex amministratore delegato dell’Arsenal vuole creare una società fatta di giocatori giovani, di giovani promesse che poi, una volta fatti crescere, sia a livello tecnico che a livello economico, verranno venduti per ingrassare le casse della società (ricordiamolo, negli ultimi due anni ha investito una cifra vicina ai 350 milioni di euro per acquistare giocatori di medio livello). Una scelta che è condivisibile da un punto di vista manageriale, ma dopo anni di sofferenze, dal punto di vista sportivo, i tifosi e non solo vorrebbero rivedere il Milan lottare per i trofei che contano davvero e tornare sul tetto d’Europa. In questo momento il Milan vive “appeso”, dopo anni tumultuosi tra la fine dell’era Berlusconi, l’arrivo dei cinesi che hanno dimostrato incompetenza e poca serietà ed infine il fondo americano Elliott che con Gazidis vuole ricominciare tutto, di nuovo, da capo. Un miscuglio di idee, di emozioni, di competenze e volontà che lasciano l’amaro in bocca a tutti coloro che non solo sono tifosi del Milan ma che amano il calcio e vorrebbero vedere una squadra del blasone di quella rossonera in mani salde e sapienti. Adesso tutto è rimesso in discussione, esattamente come dall’altra parte del “naviglio”.

L’Inter si trova in una situazione sicuramente più felice grazie alla vittoria, forse fortunosa in parte, contro l’Empoli per 2-1 che ha consacrato Spalletti a uomo da zona Champions. Lo stesso uomo Europa però adesso è in bilico: da una parte il possibile rinnovo e la fiducia da parte della società, dall’altra sembra già fatta per il sostituto che di nome fa Antonio Conte. I contatti sono attivi da mesi e, da quando Marotta si è vestito di nerazzurro per interpretare il ruolo di amministratore delegato, ha iniziato a sondare il terreno per l’ex CT della Nazionale italiana nonché ex allenatore della Juventus. Ma non sono le voci più fitte quelle che riguardano il ruolo di allenatore perché dopo una stagione di alti e bassi la squadra di Suning si ritrova con due grossi problemi: il primo si chiama Mauro Icardi. Per come è stato gestito l’argentino quest’anno, tra litigi e parole non dette oppure parole di troppo, la soluzione più facile sarebbe quella della cessione, ma se cambiasse l’allenatore forse il bomber numero 9 dei nerazzurri potrebbe restare. Mentre il secondo problema è il croato Ivan Perisic. L’ala dell’Inter da anni cerca nuovi stimoli, magari verso la Premier, destinazione Manchester United. Due grandi giocatori, entrambi in partenza. Insomma, dopo una grande soddisfazione per la conquista di un posto per la partecipazione della prossima Champions League i tifosi interisti non avranno per nulla un’estate facile.

A Milano, nonostante la conquista dell’Europa non ci sono facce felici.

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Autore:fag

Pubblicato il: 31 Maggio 2019

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