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MILANO

Che fine ha fatto tutta quella bella gente lombarda che s’è goduta 18 anni di Formigoni?

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Commenta Giuliano Ferrara (intervista al Settimale Tempi):

Chi è entrato ieri mattina nel carcere di Bollate, Milano? A leggere i giornali sembra che sia un tipo bizzarro nei colori delle giacche che indossa, e delle magliette, un vacanziero impenitente che si tuffava da uno yacht in Sardegna nell’acqua sempre più blu, un cattolico anche un po’ bigotto che predicava bene e razzolava male, un politico vattelappesca divenuto antipatico simbolo di scrocco dopo sette anni di processo per corruzione e molta gogna. E’ così?

Roberto Formigoni ha guidato per diciotto anni, dico diciotto, la Regione Lombardia, Baviera d’Italia. Dal 1995 al 2013. Non so molto delle carte del processo, come si dice in questi casi, mi sembra solo che il “baratto corruttivo”, benefit personali contro finanziamenti pubblici a strutture della Sanità lombarda, e un passaggio di denari a partiti e movimenti del suo blocco di sostegno, sia il reato perfetto per incastrare un politico pasticcione ma anche un concetto giuridico piuttosto lasco, a meno che non si dimostrino la responsabilità penale personale del condannato in traffici illeciti (atti d’ufficio in cambio di tangenti, che nel processo a Formigoni non si sono viste) e l’assenza di prestazioni erogate dalle strutture sanitarie in ragione dei finanziamenti ricevuti con regolari delibere di giunta. Se le prestazioni ci siano state e se le tangenti non siano dimostrate, cinque anni e dieci mesi per scrocco e pratiche combriccolari varie mi sembrano tantini.

Formigoni: Nota di Comunione e Liberazione

Il comunicato dell'ufficio stampa di CL sulla condanna di Roberto Formigoni: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (san Paolo). In questo momento soffriamo insieme a Roberto Formigoni, nella consapevolezza che solo Dio può ultimamente e veramente vedere il cuore dell’uomo e può rispondere al bisogno di misericordia che tutti abbiamo. Lo accompagniamo con la preghiera in questa circostanza per lui così drammatica, che viviamo come un potente richiamo alla conversione di ciascuno di noi.

Nessuna prova può cancellare la compagnia che Cristo fa alla nostra vita, consentendoci di ricominciare sempre, nell’umile certezza che tutto collabora misteriosamente al bene: questo è ciò che domandiamo al Padre per Roberto e per noi.

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Autore:ces

Pubblicato il: 01 Marzo 2019

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